Domenica, Novembre 09, 2008
La rete non è neutra
E' nato un nuovo blog che è anche un nuovo progetto. *La rete non è neutra* : Osservatorio su linguaggi e comportamenti discriminatori e sessisti nella rete. Tecnologia, internet di altri generi. Vi copincollo il primo post di presentazione:
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In rete succede di tutto. Si usa un linguaggio che è il neutro maschile, si privilegiano norme precise, per lo più maschie, bianche, etero. La stessa tecnologia che sta alla base dei meccanismi di socializzazione in rete è spesso androcentrica.
In rete trovi giochini online dove le donne sono sempre cameriere o guerriere con due poppe spaventose. Fra i tanti spazi in web ce ne sono moltissimi che dileggiano le donne, che ci intimano di smettere di esigere diritti, che ci denigrano con le loro battute sessiste. Ci sono tanti forum, blog, social network in generale dove non manca mai il tizio che lascia un commento volgare, offensivo, sessista, discriminatorio, persino minaccioso.
C'e' una cultura catto-fascista patriarcale che è arrivata in rete prima di noi, perchè più agevolata all'utilizzo degli strumenti tecnologici, e ha orientato informazioni ritenendo di dover restare per sempre non contraddetta. Ci sono milioni di siti antiabortisti dove le donne vengono descritte come le peggiori assassine sulla faccia della terra. Ci sono tanti siti che continuano a perpetuare i soliti luoghi comuni, un cumulo di stereotipi che non cesseranno mai di esistere, o almeno così sembra. Ci sono tanti gruppi, spazi, che prediligono la persecuzione delle donne a partire dalle loro/nostre più terribili fragilità. Allora ci sono quelli che si concentrano per farci passare da bugiarde quando denunciamo uno stupro, oppure quelli che continuano a chiamarci puttane dopo aver pubblicato le foto di una ex della quale vogliono vendicarsi. Ci sono quelli che ledono fortemente la privacy delle donne per stabilire il principio della proprietà sul corpo, sulla vita, su ogni spazio che attraversiamo. Ci sono quelli che passano il tempo a molestarci in rete perchè lo stalking è una pratica anche virtuale.
In rete non smettiamo mai di essere quello che siamo. Qualunque cosa ci piace o ci ritroviamo ad essere sarà immediatamente visibile a tutt*.
Le donne sono donne, le femministe sono femministe, le lesbiche sono lesbiche, le trans sono trans. Così i gay sono gay, le povere sono povere, le nere sono nere, le poco istruite sono poco istruite e le colte appaiono colte, le madri sono madri, le nonne sono nonne, le figlie sono figlie, le politicizzate sono politicizzate, le antifasciste sono antifasciste e le moderate sono moderate.
In rete non c'e' proprio nulla di neutro. Da qualche tempo siamo arrivate anche noi, in ritardo ma in tante e allora il conflitto che prima si reggeva su un "neutro" senza contraddittorio, è in atto.
E' un conflitto che si rivela nei linguaggi differenti, nei metodi, nello stesso approccio alla tecnologia che molti vorrebbero identico a quello di chi ha deciso anche per noi priorità, finalità e obiettivi.
C'e' un altro internet e un'altra tecnologia e noi saremo qui a raccontarvelo con una attenzione particolare verso i sessismi e le discriminazioni in rete.
E' necessario che diciamo noi qualcosa su questo prima che lo dicano altri e si riproducano in teorie di difesa della nostra fragile specie con provvedimenti restrittivi, censori, tipici di una cultura securitaria.
A noi non interessa censurare, reprimere, far chiudere siti o blog. Ci interessa stigmatizzare i comportamenti perchè in una nuova netiquette emendata in qualche punto, tolta l'ipocrisia della neutralità che non esiste, sia compresa a chiare lettera una regola delle relazioni che tenga conto del sessismo e delle discriminazioni di ogni altro genere oltre quello maschile e etero. Ci interessa inserire i nostri contenuti dappertutto perchè facciano da contraltare alle culture dominanti.
Ci interessa chiarire che la logica secondo la quale in rete vengono premiati i siti più linkati, quelli più popolari, che fanno più audience, la stessa logica che guida l'algoritmo dei canali di ricerca e quello di tante altre categorie di selezione dei contenuti in rete, non ci piace. E' una logica che premia la quantità e non la qualità. E' una logica che parte dal presupposto che si arriva ovunque se si è davvero preparati/e dove la preparazione corrisponde ad uno standard fissato da altri prima di noi. E' una logica che omette una questione importantissima: la responsabilità nel veicolare contenuti in rete. E' una logica che in questo momento si traduce nella larga diffusione di siti ad alto contenuto sessista e discriminatorio. Per esempio: alla parola "donne" verranno fuori una infinita quantità di siti che con le donne hanno davvero poco a che fare. Un esempio di differente modalità di diffusione dei contenuti in rete è dato da "cercatrice" che non è in contrapposizione ma si permette di mostrare come si possa fare una scelta diversa che a noi piace molto. Servirebbero tante cercatrici di rete a offrire una alternativa di contenuti su ogni tema che ci interessa. Per lasciare a noi utenti la scelta di cosa ci piace sapere e cosa invece vogliamo ignorare.
Non ci interessa una tecnologia securitaria, l'identificazione dei molestatori, la denuncia di chi viola la nostra privacy. Non vogliamo braccialetti elettronici reali ne' virtuali. Non ci piace la moralizzazione della rete a partire da una concezione di decoro che rimanda a quella delle gonne sotto il ginocchio per le sexworkers costrette dalle ordinanze dei sindaci. Non ci piace che si continui a proporre la censura dei contenuti porno perchè non piacciono alla cultura cattolica e fascista. Ci piace invece inserire i nostri contenuti, la nostra educazione sessuale, il nostro sesso, il nostro erotismo e persino il nostro porno a modificare una cultura che insiste nell'essere esclusivamente a uso e consumo degli uomini.
Non ci piacciono i moralismi in generale e dunque non ci piace neppure chi ci chiama puttane, chi si sente in diritto di lasciare frasi scurrili a commento di una discussione sulla sessualità femminile, chi si sente in diritto di trattarci da donnette facili perchè parliamo di contraccezione, di autodeterminazione, di interruzione volontaria di gravidanza.
Non ci piacciono le censure ma nei nostri siti e blog siamo libere di veicolare una cultura non sessista e dunque di non far diventare il nostro spazio uno dei tanti muri che tanti maschilisti, sessisti, riempiono con le loro castronerie. Così continueremo a presidiare il web perchè se siamo presenti sarà impossibile ignorarci. Noi esistiamo.
Non ci piace che si inseriscano in mille provvedimenti, quello contro la violenza alle donne, sullo stalking, ulteriori richiami all'intercettazione delle comunicazioni via internet. Il controllo sociale avviene già in ogni senso. La nostra privacy è costantemente violata. Non ci piace che si facciano queste cose in nostro nome. Non ci serve. Sarà nostra cura occuparci di informare le donne a conoscere il mezzo che stanno utilizzando e a difendere la loro privacy e la loro serenità in rete.
In nessuna legge è mai stato contenuto un passaggio nel quale si decide di monitorare e controllare preventivamente tutte le nostre telefonate o la nostra posta cartacea per combattere contro una violenza. Bisogna essere critici e ragionare sul fatto che metterci in uno stato di soggezione, di paura, farci credere che da ogni parte puà arrivare il "cattivo" è la strategia per immobilizzarci, così terrorizzate dalla paura non sapremo fare altro che affidarci, diventare dipendenti da qualcuno, e invocare l'aiuto di una figura "superiore".
Il computer non è un mostruoso nemico, come lo descrivono. Non è un aggeggio infernale dal quale vedrete spuntare il gancio di capitan uncino. Il computer è solo un elettrodomestico e internet è un luogo attraverso il quale comunicare e informarsi.
Perciò ci poniamo il problema e cominceremo a ragionare di un manuale di autodifesa digitale che si comporrà man mano che racconteremo le storie della rete e della tecnologia vista da un punto di vista di genere.
Questo spazio intende fungere comunque da osservatorio per comportamenti discriminatori e sessisti in rete per dimostrare che di neutro da queste parti non c'e' proprio niente. Se avete suggerimenti critiche, se volete contribuire in qualche modo, se avete segnalazioni su siti, blog, forum, qualunque cosa possa costituire tutto ciò che è stato descritto sopra o anche altro se credete, postate tra i commenti.
bello! bello!
solo un appunto, con questo sfondo nero si fa fatica a leggere!!
:*
:(
era alla matrix... dal buio che emergono le pinkaggini o le violità... ora provo a capire come fare a schiarirlo
baci
cambiato. non so se ora funziona ed è leggibile. io lo vedo bene. se non funziona appena ho qualche momento ci rimetto mano e lo trasformo radicalmente :)
cosi' si legge bene!
mi piace di piu',
grazie!
magari ora contribuisco anche contenuti oltre che lamentele ;)
a presto!
no no ma lamentati pure :)
se c'e' qualche altra cosa che si può migliorare non esitare a dirlo.
qualunque cosa tu voglia mandare a contributo il blog è tuo :)
abbraccio
grazie





