Hackit 2007


Update: Guardatevi il video Hacker’s Pornography e le immagini e i racconti sull’Hackmeeting (Qui trovate il materiale raccolto nei seminari) di Perplitudine 🙂 

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L’hackmeeting è alla sua decima edizione. Quest’anno si fa a Pisa e ci troverete una grande quantità di acari, smanettoni e spiriti ammiccanti del
computer (per dirla con Cretox) , di persone che amano metterci le mani dentro per montarlo,
smontarlo, capire com’e’ fatto e poi condividere le informazioni
apprese. La prima volta che ne sentii parlare era l’anno 2001 e
l’hackit si svolgeva a Catania (al Freaknet Medialab da cui ora deriva direttamente il grandioso Poetry hacklab) dove esisteva un gruppo
che dell’hacking e della condivisione aveva fatto il motivo essenziale
di tanta pratica politica.

Vi dico ovviamente quello che ho capito io
che di macchine e smanettamenti ne capisco fino ad un certo punto. Il
mio incontro con questi poetici e strani figuri avvenne per esigenza di
un mezzo da utilizzare per dare informazioni, per comunicare.

La
tecnologia
allora per me era una cosa da prendere con le pinze. Nessuno
mi aveva ancora spiegato che si tratta di qualcosa che ciascuno può
trattare come meglio crede. Che il computer è solo una macchina e che
si può smontare e rimontare a proprio piacere e che ci si possono
installare i sistemi operativi che ci piacciono di più e che magari non
appartengono alle multinazionali che monopolizzano il mercato del
digitale.

Nessuno mi aveva spiegato che i sistemi per fare cose su un
computer sono come ricette di cucina che qualcuno fa e poi nasconde
perchè nessuno possa accedervi e magari cambiarle, personalizzarle e
migliorarle. Come se mia madre avesse inventato la ricetta del ragù e
poi avesse costretto tutti a comprare il suo prodotto per mangiarlo
invece che scambiare la propria ricetta con gli altri. E’ tutta una
cosa che ha molto a che fare con il principio stesso che domina il
mercato, la proprietà che in questo caso è diventata proprietà
intellettuale, brevetto, copyright. E’ una cosa che ha a che fare con
lo scambio, la condivisione, la voglia di reinventare e fare da se’ per sottrarsi a questo dominio.

Il mondo
del
digitale è fatto di queste piccole grandi battaglie e sempre di più
viene oppresso e tiranneggiato perchè tutti indistintamente obbediscano e si
pieghino alle regole del capitale (e scusate se uso questo termine un
po’ retrò… ma ci sta’ :P). Non solo. Il mondo reale ha dotato il
mondo digitale di sistemi di polizia repressivi che osservano,
catturano, spiano e intercettano comportamenti non affini ai sistemi di
potere dominanti. Per fare questo si è ricorso come sempre alla paura:
del furto, della pedofilia, del terrorismo, dell’altro in generale. Nel
frattempo invece il vincolo si è esteso fino a compromettere la libertà
di espressione e di opinione. Fino a far diventare il mondo digitale
una fotocopia del mondo reale in cui gli oppositori al sistema imposto
sono sempre etichettati come individui da reprimere.

Fino a
qualche
anno fa di queste cose (e di altre ancora che forse potrete
apprendere partecipando all’iniziativa o leggendo i materiali diffusi
per la rete che riguardano questa bella corrente di pensiero) io non ne
sapevo un bel niente e ritenevo che il computer fosse una sottospecie
di macchina sacra da trattare con cura perchè se arrabbiata poteva pure
sputarmi in un occhio. Pensavo che il mondo digitale fosse una cosa da
fantascienza. Oggi ho capito qualcosa in più e sono stata in grado di
associare battaglie virtuali a quelle reali. Di trovare un senso in
quello che si fa e avviene sulla rete e soprattutto ho capito che la
rete – nonostante il grande gap tecnologico delle donne – è per noi una
enorme possibilità e che un po’ bisogna attraversarla e lasciare tracce perchè sia o diventi un po’ più a nostra misura

Questo fine settimana comunque (assieme
all’altra bella iniziativa che si fa a Torino: Ladyfest) è all’insegna
del fai da te e delle culture alternative. Nel programma
dell’hackmeeting c’e’ di tutto, da cose più tecnologiche a quelle più
semplici: uno splendido seminario per reimparare a fare il pane (già,
proprio quello che si mangia) e condividerne la ricetta o quell’altro
per aggiustare, fare, trasformare una bicicletta.

Tutte cose egualmente
hackare. Per chi non può andare, esercitatevi anche a casa a fare cose
semplici e a condividerne le formule, le ricette. Imparate a fare da
voi le cose o ad aggiustarle… Ma che lo dico a fare: le donne sono
hacker da sempre. Ci scambiamo ricette e aggiustiamo tubi della rete
idraulica da secoli. Allora: imparate a mettere le mani anche dentro un
computer, spiegatelo ad altre e così potrete sicuramente risparmiare i
soldi del tecnico! In fondo si tratta solo di un elettrodomestico… 🙂

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Se volete approfondire:

Autistici/Inventati  –  Software Libero  –  Copydown  –  Indymedia/Diritti digitali  –  Open Source  –  Autoproduzioni e Beni Comuni  – Glossario No Copyright

Se volete studiare e capire come c’entra il femminismo con la materia digitale:

Teorie:

TechnoFeminism  –  Cyberfemminismo  –  Femminismo e cyberspazio  –  Donna Haraway  –  Culture di genere e Cyberfemminismo

Pratiche/attivismi:

Feramenta  –  Sexyshock  –  TechnéDonne  –  Eclectic Tech Carnival  –  GenderChangers  –  Grrrl Women Feminism  –  She’s such a geek

Video: 

Donne e tech  (video da scaricare)

Digitales  (video da scaricare

Donne e tecnologie  (video da vedere)

—>>>Da Femminismo a Sud


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