Dic 28 2008

Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne

Testo dell’intervento fatto da enza panebianco nell’ambito dell’iniziativa "I beni comuni delle donne", a cura del Server Donne (http://www.women.it ) durante la quale è stata presentata la Biblioteca digitale delle donne:

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Lo spazio pubblico è quel luogo al quale tutt* hanno diritto di accedere. E’ un luogo per il quale dovrebbe essere garantita la gratuità e la non esclusione nei confronti di nessun*.

Lo spazio pubblico, inteso come bene comune, è sicuramente un luogo che le donne ambiscono ad attraversare, contaminare, occupare, a seconda di quali sono le pratiche che loro vorranno utilizzare per raggiungere il proprio obiettivo.

Il web però non è esattamente un luogo accessibile a tutte. Prima di tutto perché non è gratis e dunque ci discrimina se siamo povere, precarie, non in grado di pagarci uno dei tanti abbonamenti adsl. (per la crescente femminilizzazione della povertà le donne sono maggiormente penalizzate e discriminate)

Non è però sufficiente neppure pagarsi una connessione. Per esserci devi pagare pegno comprando uno spazio da un provider per farci un sito, oppure diventando funzionale a progetti di commercializzazione del social network avviati da altri. Mi riferisco a quelle piattaforme blog che impongono la presenza di spazi pubblicitari google adsense o a quell’enorme bacino di utenza che è facebook.

Di fatto la nostra presenza in rete è comunque “utile” ai business e sottrarsi diventa difficile e a volte impossibile.

Il web non è una piazza che si può squattare ed è oramai vana l’illusione di poterlo utilizzare come muro sul quale lasciare i nostri graffiti, come si penso’ ai tempi dell’open publish della primissima indymedia. Concetto oramai superato dal fatto che chiunque può aprire un blog.

Il web è quasi del tutto uno spazio privato, di pochi, altro che pubblico. Il web è uno spazio nel quale c’e’ chi si appropria dei beni comuni.

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Dic 19 2008

I beni comuni delle donne

Oggi e domani a Bologna si realizza una due giorni che mette assieme tante interessantissime voci e parla di beni comuni delle donne. Molti interventi chiacchierano di tecnologia, spazi web da un punto di vista di genere. A me toccherà parlare di virtualizzazione dello spazio pubblico e di blog delle donne. Se siete di passaggio o vivete a Bologna venite a trovarci. Eccovi il programma:

I beni comuni delle donne       


19 – 20 Dicembre 2008
Aula Magna S. Cristina
Centro Documentazione Donne Città di Bologna
Via del Piombo 5 – Bologna

Programma:

Venerdì 19 dicembre, ore 15,30 – 18,30

  • Saluti delle autorità: Milli Virgilio, Assessora Politiche delle Differenze Comune di Bologna
  • Fernanda Minuz: Relazione introduttiva
  • Spazi pubblici e spazi di accoglienza nelle reti: presiede Giovanna Casciola
  • Susanna Bianconi – Dire contro la violenza: un percorso dei centri antiviolenza
  • Fabiola Pala: Associate, non irretite
  • Vesna Scepanovic – Mondi di donne: le varie forme dell’accogliere
  • Marzia Vaccari – Gender digital commons: la quarta ghinea
  • Enza Panebianco – Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne
  • Dal Focus Group “Giovani femministe a Bologna” – Luoghi comuni? Spazi d’incontro e creazione delle ultime generazioni di femministe

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Dic 16 2008

Rosi Braidotti: Trasposizioni. Sull’etica nomade

http://www.lucasossellaeditore.it/mente/img/trasposizioni.jpgIl libro offre un resoconto del problema della soggettività etica e politica nella cultura contemporanea, e sponsorizza fortemente una concezione non-unitaria o nomadica del soggetto, in opposizione alle pretese di ideologie quali conservatorismo, individualismo liberale e tecno-capitalismo. Rosi Braidotti depone decisamente contro l’universalismo morale, offrendo al contempo una strenua difesa dell’etica nomade dalle accuse di relativismo e nichilismo, e fa appello a una nuova forma di responsabilità etica che consideri la "Vita" come il soggetto, e non l’oggetto, della ricerca. Questo tipo di etica è presentata come una fondamentale riconfigurazione del nostro esserci, ed esige più creatività concettuale nella produzione di visioni del mondo capaci di consentirci un comportamento etico in un mondo tecnologicamente e globalmente "mediato". Il soggetto etico di tipo nomade riesce a superare la difficile tensione tra la molteplicità delle forze politiche da un lato, e il forte impegno per le politiche dell’emancipazione dall’altro.

Altre pubblicazioni di Rosi Braidotti: Madri, mostri e macchine; Dissonanze. le donne e la filosofia contemporanea. verso una lettura filosofica delle idee femministe; Soggetto Nomade. Femminismo e crisi della modernità; Metamorfosi.

Ps: non l’ho ancora letto e dunque la sintesi è tratta dal retro di copertina. Appena lo leggo proverò a semplificare il suo contenuto. Nel frattempo però potete guardarvi qualcuno dei video a disposizione dal Server Donne, della presentazione del libro con la Braidotti presente a Bologna, nei quali tutto sommato si parla un linguaggio comprensibile.