Ago 28 2009

Lo stupro per scherzo

Non so se ve ne siete accorte ma l’ultima moda in fatto di violenze sessuali e molestie è "lo scherzo". Uno dei ragazzi accusati di stupro nella notte di ferragosto ha dichiarato di essere entrato nel luogo in cui la ragazza sostiene di essere stata stuprata per "fare uno scherzo". Oggi abbiamo saputo di un’altra bella goliardata. I calciatori si sa: giocano in branco, sentono forte il senso della squadra e si incoraggiano a vicenda perchè ciascuno faccia il suo goal. Per i calciatori di una squadra giovanile questa cosa si è tradotta in molestia, ricatto, violenza di branco

Lei è una ragazzina di 13 anni. Fa sesso con uno del gruppo. Tutti italianissimi. Altri due la filmano e poi la ricattano affinchè lei faccia la stessa cosa con ciascuno di loro o altrimenti il video finisce su youtube. La "moda" è abbastanza diffusa e poggia sempre sulla convinzione che sia la ragazza a dover salvaguardare la reputazione e dunque che sia più grave che una ragazza possa essere filmata mentre fa sesso piuttosto che uno stronzo qualunque la ricatti per stuprarla.

Su questo genere di violenze potete leggere alcuni post interessanti "Foto hard su internet, cause ed effetti" e "Quando lui pubblica foto e video per fare violenza su di lei"

La ragazza di cui parliamo si dispera. Uno della squadra tradisce – ed è grandioso – lo spirito di corpo e va a chiamare il padre. Entrambi fermano tutto e i ricattatori molesti finiscono con una denuncia. Indovinate come si giustificano? Dicendo che si trattava di uno scherzo! Che ridere. Ah Ah Ah.

Dopo le violenze per raptus, quelle per depressione, quelle per gelosia, quelle per "troppo amore", quelle per "troppo alcool", quelle perchè lei ci stava, ora abbiamo anche la violenza per "scherzo".

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Ago 17 2009

Il futuro dei libri e dell’editoria e le autoproduzioni

Una segnalazione: 

Reginazabo, che di recente ha condiviso la traduzione di un interessantissimo articolo sul futuro dei libri e dell’editoria, partecipa ad una esperienza di produzione-autoproduzione di una rivista letteraria atipica, una raccolta di scritti e racconti che è alla sua seconda uscita. Vi trovate cose veramente belle e interessanti. Molta scrittura originale che il mercato letterario commerciale vi propone assai raramente e spesso per firma di scrittori stranieri della cultura underground con una tiratura garantita dalla fama degli autori. Se volete rintracciarne il formato cartaceo potete trovare indicazioni qui.

La rivista è contenuta tra le Collane di Ruggine [ecco il numero 0 e il numero 1].

 


Ago 3 2009

Hi-tech e riviste di settore: la gnocca c’entra sempre!

Ci scrive Silent:

"Qualche settimana fa ero con il mio ragazzo. Ci fermiamo e lui entra in un negozio per comprare qualcosa da mangiare e qualcosa da leggere. Ritorna con dei biscotti e alcune riviste: Internazionale, Focus, Le Scienze, e Jack. Mi soffermo su quest’ultimo. E’ una rivista di tecnologia, dove in prima pagina, tra una minuscola fotografia di un i-phone e la scritta "Il GPS si infila nelle scarpe", troneggia una donna seminuda, gambe aperte e sguardo ammiccante. "Lo regalavano con Focus", mi dice. Lì per lì commento con una battuta del tipo "Potevi comprarti Playboy, sarebbe stato meno ipocrita". Poi inizio a sfogliarlo. Rimango a bocca aperta. Qualsiasi articolo, che riguardi il navigatore satellitare, il macbook o un nuovo modello di mouse è "abbellito" da immagini di attraenti fanciulle seminude, sempre con sguardi ammiccanti e sul punto di saltare addosso al lettore. Insomma, prima si parlava di "donne e motori", oggi si può tranquillamente dissertare di "donne e laptop". Lo faccio notare al mio ragazzo: "non trovi che sia squallido questo uso della gnocca in ogni singola pagina?". Non è un attacco a lui, vorrei semplicemente farlo ragionare. Lui ovviamente si mette sulla difensiva. Mi dice che sono maliziosa, che è chiaro che se ha comprato la rivista è solo per essere aggiornato sulle ultime novità tecnologiche e non sulla gnocca. Io gli dico "va bene, lo so, ma per come sono fatta io, per principio, una cosa del genere non la comprerei mai". Lui mi risponde con un pizzicotto sulla guancia, forse uno dei più irritanti della mia vita, dicendomi "Va bene, allora se la gnocca in copertina ti dà fastidio, vuol dire che la copriamo".
Insomma. Il messaggio che è arrivato al mio ragazzo, che mi conosce da tanti anni, è che mi sentivo in competizione con la gnocca da copertina.
Adesso, per dire, Jack si trova sul mobiletto del mio bagno. Posso dargli fuoco, senza apparire come la fidanzata bigotta, reazionaria, e anche un po’ invidiosetta?
"

Abbiamo risposto così:

"Cara silent,

certo puoi fare quello che vuoi. L’unica cosa è che bruciandolo ottieni l’effetto opposto. Non è nascondendo le immagini che fai capire a chiunque che quella storia non va bene. Ti consiglieremmo di fare una foto con un notebook tra le gambe – seno ben in vista – e di appenderla al tuo bagno. Una foto non ritoccata con photoshop, dove la bellezza non è stereotipata, una immagine ironica e spiritosa che prende in giro il modello tutto pose conturbanti e sospiri delle donne in copertina, con canoni estetici non massificati, rivoluzionaria per la modalità e non per la quantità di capi di abbigliamento che indossi. Lo stereotipo più feroce di queste copertine o del contenuto di certe riviste sta nel modello dominante che impongono. Se hai un corpo da donna normale, di quelli con i punti neri, le smagliature, qualche pelo, la cellulite, fotografalo. Fai vedere al tuo ragazzo un corpo non conformista. Perchè noi non siamo moraliste e bigotte e non vogliamo coprire il nudo. Noi vogliamo che il nudo ci rappresenti appieno, che se si parla di corpi di donne si parli davvero di noi e non si ammicchi ai maschi dando loro in pasto un computer e in allegato immagini che rappresentano il modello sexy che hanno in testa.

Ecco: una sostituzione è meglio del falo’ e il tuo ragazzo allora forse capirà perchè e di cosa ti sentivi espropriata.

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