Mag 13 2009

Giochi sessisti

http://www.youtube.com/watch?v=_SXNAtwYMBw

Avete presente i giochini della nintendo wii per uomini, o anche quelli cosiddetti "per famiglia" con calcio, corse, pugilato, tutto maschiocentrico? Una parodia belga ci mostra l’unico ruolo che alle donne verrebbe riservato nei giochi se decidessero di dedicare una attenzione al nostro genere.

La parodia in effetti è vicinissima alla realtà. Guardate che tipo di giochini sono disponibili online for girls: quiqui.

Puoi giocare a fare la mamma, la moglie, la parrucchiera, la sarta, la cameriera, puoi avere cura di un giardino, tenere in ordine l’arredo di una casa, eventualmente fare la babysitter e spolverare le tende.

Trovo in effetti la parodia meravigliosa perchè il giochino che manca dalla serie di "divertimenti" disponibili è proprio quello nel quale vinci se soddisfi sessualmente un uomo come lui vuole.

Il motivo per cui manca è semplice: gli uomini non sopportano neppure l’idea che una donna possa essere attiva in senso sessuale. Sempre passive, compiacenti, pompinare per necessità mica per soddisfazione, sempre a fare da specchio ai desideri maschili perchè se non sei quello che lui vuole o ti stupra (come nel gioco Rapelay) o muori (come nel gioco della vita, tutti i giorni centinaia di vittime).

Grazie a Vittoria per aver segnalato questo video. Se avete altre segnalazioni che mettono in evidenza sessismo ovunque (anche nei manifesti elettorali per esempio, a partire dagli slogan tutti votati alla famiglia e mai a risolvere la nostra precarietà lavorativa) lasciate un commento o scriveteci.


Gen 21 2009

I video game e le programmatrici discriminate

Da Punto Informatico

Roma – I videogiochi hanno subito sino a tempi recenti lo stigma di essere un prodotto fatto da maschi per altri maschi. Quantunque ormai sdoganata l’idea di una ragazza intenta a divertirsi con la Playstation, non altrettanto appartiene all’immaginario collettivo la figura di programmatrice o declinare al femminile un qualsivoglia impiego nell’industria videoludica nonostante l’impegno di organi quale il Women In Games International.

sviluppatriciPunto Informatico ha già investigato di recente le ragioni di un disamore del gentilsesso per una carriera nel mondo IT, stavolta però è un sondaggio di una facoltà britannica a vagliare elementi di discriminazione verso le donne interessate ad un lavoro in questo campo. Abbiamo quindi interrogato Julie Prescott, ricercatrice all’Università di Liverpool e curatrice, nel più ampio progetto Breaking Barriers in the Workplace, della ricerca sugli ostacoli all’avanzamento professionale in rosa nel settore videogame.

Punto Informatico: Sei in possesso di qualche risultato preliminare da condividere coi nostri lettori? Esiste qualche concreta barriera nei confronti delle donne per un iter lavorativo nei videogiochi?
Julie Prescott: Secondo le statistiche del 2006 solo il 12% dei dipendenti dell’industria videoludica britannica sono donne e l’IGDA (International Game Developers Association, ndr) ha riscontrato dati simili negli USA e in Canada. Al momento sto cercando di reperire risultati su scala mondiale.

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Nov 10 2008

Feminist gamers

 

"Perchè devi fare tante storie sul sessismo? E’ solo un gioco!"

Questa è una delle opinioni che le giocatrici femministe [Feminist gamers] contestano. Quello che per altri è "solo" un gioco per loro è un modo di proporre modelli culturali che i bambini, le bambine o i ragazzi e le ragazze poi emulano.

Queste giocatrici un po’ americane e un po’ canadesi hanno organizzato una community di amanti dei giochi che osservano e manifestano il proprio senso critico. Così hanno cominciato ad esprimere opinioni e a recensire uno per uno i giochi più popolari tra quelli che spendono fior di quattrini per regalare ai propri figli o a se stessi un nintendo o una play station ultimo modello.

I giochini della nintendo destinati alle fanciulle normalmente sono orientati alla cura del look, con il cambio abiti, il ripasso trucco, come fosse una gara a mettere in pratica la giornata tipo della barbie virtuale. Il sessismo si manifesta appunto nei ruoli, generalmente sempre gli stessi, o nell’indurre particolare interesse verso alcune cose piuttosto che altre. Le bambine vengono sollecitate virtualmente a cambiare look, a prendersi cura di un neonato-tamagochi, o a essere la perenne principessa che viene salvata dal principe che per lei ha sconfitto mille mostri uno dietro l’altro.

Ci sono alcuni giochi di simulazione dove le ragazze che giocano possono scegliere degli avatar che possano rappresentarle meglio. Possono diventare guerriere senza poppe gigantesche, grandi sagge dotate di straordinari poteri, amazzoni senza paura che lottano per salvare il proprio villaggio.

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Nov 9 2008

La rete non è neutra

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/LisaFoo.gif

E’ nato un nuovo blog che è anche un nuovo progetto. *La rete non è neutra* : Osservatorio
su linguaggi e comportamenti discriminatori e sessisti nella rete. Tecnologia,
internet di altri generi.
Vi copincollo il primo post di presentazione:

<<<<^^^>>>

In rete succede di tutto. Si usa un linguaggio che è il neutro maschile, si
privilegiano norme precise, per lo più maschie, bianche, etero. La stessa
tecnologia che sta alla base dei meccanismi di socializzazione in rete è spesso
androcentrica.

In rete trovi giochini online dove le donne sono sempre cameriere o
guerriere con due poppe spaventose. Fra i tanti spazi in web ce ne sono
moltissimi che dileggiano le donne, che ci intimano di smettere di esigere
diritti, che ci denigrano con le loro battute sessiste. Ci sono tanti forum,
blog, social network in generale dove non manca mai il tizio che lascia un
commento volgare, offensivo, sessista, discriminatorio, persino minaccioso.

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Mar 27 2008

Giochi dis-educativi

C’e’ un giochino dedicato alle adolescenti.
Si chiama: Crea la tua Lolita. Una specie di second life per bambine
che invece che stare semplicemente a giochicchiare devono anche
rispettare dei target. Il gioco invita infatti a diminuire di peso e a
rifarsi il seno.

Ci sono gruppi di genitori e associazioni che hanno denunciato il
fatto che un gioco del genere può essere un chiaro invito
all’anoressia. Qui si spiega bene anche il perchè.

La questione però non si ferma certamente a questi estremi perchè di
giochi e giochetti apparentemente innocui la rete è piena. Lo standard
è abbastanza sessista perchè la maggior parte di essi, soprattutto
quelli di simulazione, attribuiscono alle donne ruoli precisi. Così
abbiamo la baby sitter che deve essere sveltissima a fare tutte le
faccende oppure abbiamo la cameriera che dovrà avere grande senso
dell’imprenditoria a tal punto da far evolvere una attività dal nulla.

Le figurine di donne o di bimbe vengono sempre mostrate con misure
che già vengono imposte nel mondo reale. Persino le guerriere hanno
tette da far spavento, vitino da vespa e bocca carnosa da urlo.

In fatto di ruoli imposti pensate anche ai vari Sims che propongono
avventure prefabbricate ed eteronormate in cui lo scopo primordiale è
quello di fare figli e poi accudirli con scadenze precise. Per fortuna
poi ci sono aree in cui il gioco è "libero" e lì è divertente far fare
"fiki fiki" (senza fini procreativi) a persone di ogni sesso o
riattribuire ruoli e funzioni a seconda del nostro modo di vedere la
vita.

Ogni gioco educa ed è per questo che esiste la categoria dei political games (di cui ad esempio fa parte Molleindustria)
che propongono un’altra realtà virtuale possibile e sostengono cose
diverse. Peccato che di esperienze così ce ne siano molto poche perchè
con i giochi si guadagna e se si forma il cittadino o la cittadina
plagiata e indottrinata del domani per alcuni è anche meglio…

E voi? C’e’ un gioco che secondo voi finisce per educare in modo negativo?

—>>>Da Femminismo a Sud 


Lug 7 2007

Pretofilia e dintorni

–>> Gioca a Operazione: Pretofilia <<– 

Torno
dopo un periodo di pausa forzata e in effetti la situazione non è
cambiata affatto. Anzi pare che i difensori della famigghia e dei preti sporcaccioni siano più agguerriti che mai (negheranno che un prete, almeno uno, è stato condannato?) , nonostante i Pride e altri momenti di visibilità e di lotta a Bologna i fascisti continuano
ad aggredire quelli che gli viene duro per un sesso che al duce non
piace e se non piace al duce allora giù botte. Le donne continuano ad
essere massacrate, picchiate, torturate, plagiate, minacciate e uccise.
Quando non c’e’ l’immigrato disponibile da incolpare si da fondo a
tutte le storie più fantasiose che mente umana possa mai partorire. Ci
sono anche gli stranieri di cultura maschilista, è vero, che non
integrati e costretti alla clandestinità si prendono quello che a loro
serve, compreso il corpo di una donna. Tutto è usa e getta in una
condizione di precarietà perchè dove non resti a mettere radici, a
costruirti una storia poi non temi di lasciare una "cattiva"
impressione alle persone che conosci. La clandestinità, l’intolleranza
e la precarietà unite ad una cultura maschilista, violenta e
patriarcale sono la somma perfetta dell’uomo che si sta costruendo in
Italia. Uno tra i tanti che fascista non è ma si comporta come tale,
che passa ore ed ore a farsi venire l’ernia al disco
perchè piegato a pregare un dio o due dii o vari allah e passa il resto
del tempo a difendersi dagli occidentali per non consentire loro di
cancellare la sua cultura. E’ complicato. Però le donne muoiono,
vengono picchiate e gli uomini di qualunque razza, cultura, religione
dovrebbero parlarsi di cosa è rispetto per le persone tra un tiro e
l’altro di una canna. Dovrebbero passarsi saperi sui diritti umani che
vanno oltre il diritto degli immigrati alla cittadinanza in ogni luogo.
Le donne non hanno cittadinanza nelle proprie case, non ce l’hanno in
nessun posto. Sempre all’erta, sempre a difendersi da tutto e tutti. 
La cultura cattolica viaggia di pari passo alle altre culture non
laiche. Bisogna parlarne perchè i cattolici non sono i soli a
inneggiare al duce in senso lato o reale e non sono i soli a
considerare le donne come esseri inferiori. Ogni chiesa va messa in
discussione. Nel frattempo, dato che i preti non smettono di molestare
e stuprare i bambini e dato che la chiesa non smette di disprezzare gli
innocenti stuprati non rifondendoli neppure della dignità e del
rispetto che a loro sono dovuti per aver denunciato, lottato, parlato,
noi possiamo dilettarci a praticare la filosofia ecclesiastica con un
giochino che ha subìto un "Vade retro Satana" e tremila scomuniche (tante quante sono probabilmente, se non di più, le anime che gravitano su Noblogs) per chi ne ha diffuso notizia.

In ogni caso ben ritrovati 🙂

Ciao a tutt@

Guarda il video  (South Park: Bloody Mary) e il pezzo sulla Bibbia e la disciplina domestica proposti da Fastidio

—>>>Da Femminismo a Sud