Giu 14 2009

Un emendamento da rettificare

http://farm4.static.flickr.com/3228/2818472613_f81b86ac71.jpgEccolo infine: l’emendamento sulle intercettazioni che amplia il suo terreno di applicazione anche ai blog raggruppandoli nella categoria di "siti informatici" [Leggi l’articolo di Punto Informatico quello di Google Italia]. I blogger normalmente non fanno informazione, prendono appunti, tengono un diario, commentano le notizie date da altri, condividono contenuti, senza periodicità. Perciò non sono testate di informazione e perciò non si applica sui blog la stessa legislazione che riguarda la stampa. 

L’intero emendamento regola le intercettazioni e pone divieti al mondo della stampa che non potrà più pubblicare un solo rigo relativo indagini con intercettazioni fino a che non si arriva al processo. Non si potrà più scrivere che tizio e caio sono indagati se si è arrivati all’indagine attraverso le intercettazioni. La pena per chi trasgredisce è il carcere o una multa salata.

Per il mondo giornalistico che segue il principio del "dovere di informare" questo diventa un atto di vera e propria censura. Un modo per tutelare l’immagine di alcuni soggetti mentre non c’e’ dubbio che il rom sorpreso a raccattare rame sarà schiaffato in prima pagina senza nessuna conseguenza.

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Apr 2 2009

Europa e internet: privacy e libertà d’espressione sono un diritto

http://www.punto-informatico.it/punto/20071205/pp.jpgL’accesso a internet e la tutela della privacy è un diritto. Lo dice la Raccomandazione sulle libertà fondamentali su internet approvata dal Parlamento Europeo mentre altrove c’e’ chi (telecom package) progetta la fine della Rete Aperta (ovvero si preparano in regime di monopolio a farci vedere solo porzioni di internet, pacchetti diversificati come per i canali satellitari).

La francia proponeva di disconnettere le linee degli utenti che violavano i diritti d’autore (anche in quel caso è stata usata la carta della lotta contro la pedofilia per rafforzare il controllo su internet), dall’italia venivano segnali strani (vedi d’alia, carlucci, etc). L’europa risponde dicendo che la lotta per la sicurezza contro il terrorismo, contro la pedofilia è ok (ci sarebbe da parlarne, esplicitando la contraddizione e approfondirenel senso che spesso questi due motivi sono usati spesso dai governi per violare la privacy e per sopprimere dissenso e libertà d’opinione. ultimo caso a Dresda), che il fatto che la tecnologia consenta oggi di monitorare l’attività su internet di tutti i cittadini non significa che si debba fare (per il rispetto della privacy) e che l’anonimato (ovvero la scelta di non camminare via web con un numeretto da schedatura nazista stampato sul braccio) resta un diritto. A proposito di blog dice che non si dovrebbero toccare perchè sono un fondamentale strumento che consente una rapida alfabetizzazione digitale. Dice poi che la libertà d’espressione va tutelata a tutti i livelli, che mai dovrà essere utilizzato un potere dello stato per limitare la libertà d’opinione.

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Mar 24 2009

Maledetta pedofilia II°

 

http://www.oliverio.eu/anna/SESSUALIZZAZIONE%20BAMBINI_file/image004.jpghttp://www.oliverio.eu/anna/SESSUALIZZAZIONE%20BAMBINI_file/image005.jpg

La prima parte di questo approfondimento la trovate QUI.

Le foto pubblicitarie che vedete sopra sono state utilizzate per un test da due psicologhe che hanno condotto una ricerca dal titolo: "L’erotizzazione dei bambini nella pubblicità". QUI potrete leggere i risultati del test su un campione misto di adulti. A fine 2008 nel web circolavano notizie dalla svezia a proposito di una seria battaglia contro le pubblicità e i giocattoli sessisti relativi il mondo dell’infanzia. In italia invece spopolano le agenzie casting – per bambini e bambine – che offrono ampi consigli sulla tipologia di bambino o bambina da proporre, sui modi per realizzare un book fotografico, su fotografi e persone alle quali rivolgersi. Basta fare un giro superficiale su internet per trovare cataloghi di bambini e bambine in offerta speciale. Foto di passerelle di moda kidswear per l’infanzia con bambine che imitano icone anoressiche dei giorni nostri (e poi ci si sorprende che l’anoressia sia un fenomeno in aumento). Gli stessi canali televisivi dei quali si nutre la maggioranza della popolazione italiana sono affollatissimi di pubblicità con bimbe truccate e vestite come madamadorè più o meno sexy tutte piazzate ad interpretare i ruoli sessisti (giusto per dare loro un imprinting familista) delle casalinghe di cinque anni piuttosto che di top model in erba per presentare il marchio di scarpe tal dei tali, i vestitini strip di tizio e caio e i giocattoli della tal o tal’altra azienda.

Del mondo dei casting e dello sfruttamento dei bambini e delle bambine nella pubblicità, in televisione o nel cinema ci ha parlato splendidamente Luchino Visconti nel film "Bellissima" con una grandiosa Anna Magnani. Oggi la questione è ovviamente peggiorata. Ci si è adeguati ai nostri tempi per cui bambini e bambine sono diventati/e merce di consumo. Corpi tra i corpi cui viene negato il diritto all’infanzia e viene invece imposto l’obbligo alla mercificazione. Soggetti che vengono sollecitati all’uso del cellulare con abbonamenti ai vari "ciao" e "tribù" che sono il naturale viatico per frequentazioni eventualmente "incontrollate" (le chat via web sono roba obsoleta, la carlucci sappia) e ingestibili se i ragazzini e le ragazzine non hanno ricevuto una sana informazione preventiva in materia di educazione sessuale e di alfabetizzazione all’uso dei mezzi di comunicazione (di ogni tipo, compresi i segnali di fumo, attraverso i quali chiunque potrà mettersi in contatto con loro).

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Mar 24 2009

Maledetta pedofilia

http://www.youtube.com/watch?v=4BcXu7e7hgA

Vi avevo già detto che mi piace Caparezza vero? Questo è il video della canzone contenuta nell’album "Le dimensioni del mio caos": Io diventerò qualcuno.

In un piccolo video è sintetizzata la abitudine televisiva e "culturale" dell’ultimo trentennio italiano. La stessa cosa potete vederla in un eccezionale film, Little Miss Sunshine [Guarda un assaggio], che in una maniera fantastica mette a confronto le oscenità di un mondo perverso [Quello dei concorsi: Guarda] che strumentalizza le bambine per farle diventare appetibili ai pedofili e che allo stesso tempo impiega scandalizzato tutta la sua ipocrisia quando il contesto o le persone smascherano e rendono esplicita quell’operazione. Se non l’avete visto vi consiglio di vederlo, ne varrà la pena.

Il video di caparezza chiarisce nel suo piccolo, dicevo, una realtà innegabile. Viviamo in tempo di assoluta ipocrisia. Me ne rendo conto ogni momento di più mentre approfondisco e studio e leggo di questa cosa atroce che è la pedofilia e mi interessa delinearne contorni, codipendenze, complicità. Spinta soprattutto da una amica di rete mi sono messa a cercare e capire per poter meglio raccontare, ad approfondire ancora di più e a chiedermi come sia possibile una schizofrenia sociale che da un lato promuove la pedofilia coccolando i voyeur di "ninfette" e dall’altro spinge il pedale della repressione indiscriminatamente per colpire una serie di persone che secondo la legge approvata nel 2006 dal governo berlusconi (ddl di iniziativa del ministero alle pari opportunità all’epoca della prestigiacomo) si scambiano foto che vengono marchiate con il timbro della pedopornografia anche se appartengono ad una ragazza di 17 anni e se il destinatario ne ha 17 e mezzo.

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Mar 24 2009

Vogliono controllare internet?

http://2.bp.blogspot.com/_kkaxn4Js900/SWZ-AWIUhmI/AAAAAAAAAA0/cdepPsmuX2s/S1600-R/legge-bavaglio.jpgFacciamo il punto. Tutti vogliono avere il controllo di internet. Chiunque propone norme, censure, leggi, regole. I motivi li conosciamo: un po’ per via dell’incazzatura delle distribuzioni discografiche e cinematografiche che vorrebbero intercettare e mettere in galera chiunque pratichi sharing di materiale non pagato. Un po’ per avere potere e controllo su chiunque gravita nella rete praticando una intercettazione preventiva della nostra posta, dei contenuti che condividiamo in rete, dei siti che visitiamo, delle persone con le quali chattiamo.

La rete è un mezzo di comunicazione. C’e’ una parte pubblica, che chiunque può leggere, regolata da leggi che sono applicabili anche sul piano reale. C’e’ una parte privata che viene comunque controllata in via preventiva come se tutt@ fossimo potenziali terroristi e delinquenti.

Nessuno di noi accetterebbe l’idea che le nostre lettere, quelle consegnate al postino, le nostre comunicazioni private fossero violate e lette senza la nostra autorizzazione. Nessuno accetterebbe di vedersi imputare un reato d’opinione qualunque se scambiando chiacchiere a viva voce con gli amici commentasse il fatto del giorno dicendo qualcosa di "sbagliato".

Eppure questo è quello che avviene su internet. Ogni nostro contenuto, ogni comunicazione è intercettata in via preventiva e questo teoricamente piace anche a chi non vorrebbe mai essere ascoltato in una conversazione telefonica e non vorrebbe mai far leggere le proprie lettere a nessuno.

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Feb 21 2009

Intercettazioni, il trucco c’e’ e si vede

Ancora: va avanti il Ddl sulle intercettazioni. Non si possono pubblicare nomi e foto dei magistrati che si occupano di una determinata inchiesta, il magistrato non potrà rivelare nulla altrimenti viene trasferito e punito, c’e’ il divieto assoluto di pubblicare gli atti di una indagine, il contenuto delle intercettazioni che coinvolgono persone che non sono direttamente imputate. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene superiori ai 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori. Niente intercettazioni delle persone accusate (qui l’opposizione insiste sulla necessità di usare le intercettazioni sugli stupratori e sugli accusati di stalking per i quali è prevista una pena inferiore ai 5 anni). Non si potranno più fare riprese in tivu’ a meno che tutte le parti non siano d’accordo.

Questa storia delle intercettazioni non ci appassiona moltissimo perchè si capisce perfettamente che si vuole evitare che si facciano processi in pubblico per certe persone. Tutte le altre non godranno di nessuna tutela. La cosa grave è la punizione, con il carcere, per i giornalisti. Una cosa che in america per esempio non sarebbe assolutamente tollerata. Un rammarico ci spetta perchè è proprio grazie alle riprese durante i processi per stupro che fuori dalle aule di giustizia si è potuta fare una battaglia culturale in favore dei diritti di tutte le donne. L’altra cosa che si nota immediatamente è la assoluta incoerenza di questa legge con le proposte che stanno arrivando numerose, di controllo e censura delle comunicazioni via web.

A cosa serve una legge che impedisca le intercettazioni telefoniche, tenendo conto che noi siamo in generale per la non violazione della privacy, se il senatore d’alia con la sua proposta di legge ordina il filtro dei contenuti in rete all’origine, quindi a partire dal provider, cioè a partire da chi ci da la connessione?

Non solo: ci si mette anche l’onorevole Carlucci del Pdl con un altra proposta di legge che vieterebbe qualunque forma di anonimato per le comunicazioni in rete. Vale a dire che nell’uno e nell’altro caso ogni nostra comunicazione, anche privata, a partire dalle mail per esempio, non potrà essere compiuta in chiave criptata. Quindi sarà necessariamente pubblica e disponibile ai provider i quali ne disporranno secondo la applicazione della proposta d’alia per sorvegliarne i contenuti. La Carlucci fa di più: estende i reati anche nei luoghi virtuali. Quello di diffamazione a mezzo stampa, per esempio, potrebbe essere applicato anche per un contenuto scritto su un semplice blog che organo di stampa non è.

Alla luce di tutto ciò, ovvero del fatto che esiste ed esisterà una sorveglianza indiscriminata di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, e dato che le comunicazioni oramai non viaggiano più per telefono (se persino i mafiosi si parlano su skype) a cosa serve una legge che vincola le intercettazioni telefoniche solo ad alcune tipologie di reati eccetera eccetera se non a limitare la libertà di stampa e a subordinare ancora una volta i magistrati al potere del governo? (cosa già ribadita con la riforma della giustizia che rende le polizie giudiziarie indipendenti sul piano delle indagini e i magistrati subordinati al ministro)

—>>>Tratto da un post che comprende anche la descrizione di altri provvedimenti del governo di femminismo a sud


Feb 12 2009

Senatore, mi oscura la Sicilia per favore?

Alessandro Giglioli intervista il senatore
Giampiero D’Alia dell’Udc. Si parla dell’emendamento che ha presentato
attraverso il quale configura una serie di molteplici reati di opinione
e stabilisce che qualunque spazio su internet che non cancella anche
solo un commento che esprime parere positivo relativamente una
qualunque questione "penalmente rilevante" deve essere "oscurato". Uno
degli argomenti usati per arrivare a questa in-felice conclusione è la
storia dei gruppi-prostupro su facebook. Ne abbiamo parlato ampiamente qui
provando anche a immaginare forme diverse di autodifesa che non
necessitano dell’intervento (ahinoi invocato) delle forze di polizia
per avere garanzia di maggiore sicurezza anche nel web.

La cosa che viene subito
in mente dopo avere ascoltato questa intervista è che l’idea di potersi
occupare delle opinioni di chiunque non appartiene solo ad una certa "sbirritaggine"
ma ad una intera cultura sociale della "giustizia" che immagina di
poter cancellare un fenomeno oscurando internet, criminalizzando intere
etnie, bombardando stati. Salvo alcune eccellenti eccezioni. D’Alia è
siciliano e questa cosa la sa. Persino nel suo partito c’e’ chi ha
festeggiato con i cannoli perchè è stato condannato per favoreggiamento
semplice piuttosto che complesso (alla mafia). In Sicilia è notorio che
chi dice che la mafia non esiste "ha diritto alla sua opinione". Non
penso sia mai venuto in mente a nessuno di bombardare l’isola o meglio
di oscurarla (oppure si?) perchè vi sono alcuni suoi abitanti che non
manifestano sufficiente opinione critica a proposito di mafia.

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Feb 9 2009

Sicur@ che basti?

http://3.bp.blogspot.com/_NfNYD8bJzzM/SM7ORyNLLPI/AAAAAAAABWY/f5JSLi96C8I/s400/toda%2520censura%2520e%2520nociva_0.jpgLa Repubblica dice:

Ok a norma contro apologia mafia sul web. Il Senato ha approvato nel ddl sicurezza l’emendamento proposto dal capogruppo Udc Gianpiero D’Alia, riformulato e quindi accolto dal governo, che vieta l’apologia o l’incitamento via Internet o telematica in genere dell’attività della criminalità organizzata, delle associazioni eversive, nonché di incitamento alla violenza sessuale, all’odio etnico, razziale e religioso. Fenomeni come quelli dei gruppi pro-Riina apparsi su Facebook, quindi, non saranno più ammessi.

Il Corriere specifica:

Il braccio della legge entra deciso anche nel web. Il Senato ha approvato infatti, nell’ambito del disegno di legge sulla sicurezza, un emendamento del presidente dei senatori dell’Udc, Giampiero D’Alia, che prevede la repressione dei casi di apologia e incitamento via internet di associazioni mafiose, criminose, eversive, terroristiche, oltre che di violenza sessuale, discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale e religioso.

[…]

«In caso di accertata apologia o incitamento, il ministro dell’Interno – si legge nel testo – dispone con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, applicando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti». «In questo modo – commenta D’Alia – diamo concretezza alle nostre iniziative per ripulire la rete, e in particolare il social network «Facebook», dagli emuli di Riina, Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio».

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Nov 12 2008

Foto hard su internet: cause ed effetti

Lei è una ragazza di 16 anni. Non vuole più stare con un tale che per vendicarsi, come spesso accade, pubblica su internet delle foto hard della ex. Lei tenta il suicidio. Questa storia è stata segnalata (Grazie Rosa!) a commento di una già lunga descrizione di ipotesi di questo tipo.

Valgono le stesse questioni e le stesse conclusioni. Gli stessi dubbi e le stesse contraddizioni. Al di la’ della gravità dell’accaduto quello che lascia davvero perplesse è il motivo che sta all’origine di tutto questo.

Perchè un uomo, un ragazzo, è così certo che le foto in pose hard, o comunque dei riferimenti alla vita sessuale, possono danneggiare la ragazza o la donna alla quale si riferiscono?

Forse perchè il nostro contesto sociale stabilisce delle regole morali che vietano a qualunque donna o ragazza di ammettere di avere una sana vita sessuale. Di qualunque genere. Forse perchè ancora siamo al punto che una ragazza viene considerata brava e buona solo in alcune ipocrite circostanze. Invece viene considerata cattiva e socialmente repellente se mostra con chiarezza di esigere il diritto al rispetto per se’ senza lasciarsi vincolare da norme di comportamento per educande ottocentesche.

Perchè la stessa ragazza deve preoccuparsi dell’effetto che hanno quelle immagini sulla sua vita?

Per gli stessi motivi. Perchè la moralizzazione delle nostre vite impone a ciascuno di noi di doverci preoccupare di perdere consenso, amicizie, lavoro se agiamo in modo tale da non corrispondere alle norme che altri hanno imposto anche per noi. Rispondiamo con altre domande: che male c’e’ a fare sesso? Che male fa una ragazza ad avere una vita sessuale? Perchè siamo ancora al punto che una ragazza deve preoccuparsi di apparire una brava o cattiva ragazza sulla base delle proprie abitudini sessuali? Chi è una brava ragazza? Chi è una cattiva ragazza? Perchè se un ragazzo mostra una sua avventura sessuale tutti si complimentano con lui con grandi pacche sulle spalle e se è una ragazza ad essere protagonista delle immagini invece è una puttana? 

Perchè una donna deve vergognarsi di fronte alla propria famiglia, ai propri amici, compagni di scuola, colleghi di lavoro, per avere una normale e sana attitudine sessuale?

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Nov 11 2008

Quando lui pubblica foto e video per fare violenza su di lei

http://i275.photobucket.com/albums/jj318/CLAUDIOBALU/cyber-girl_final_small.jpg

Prendiamo questo caso: lui si vuole vendicare, la filma mentre lei fa sesso con alcuni uomini e poi mette foto e video online. L’azienda dalla quale la donna dipende, una a caso, l’alitalia, preoccupata dell’effetto che la questione può avere sulla sua immagine o semplicemente grata per l’opportunità di risparmiare soldi sui dipendenti per darli per intero ai manager, la licenzia.

La donna subisce una violenza da parte dell’uomo, una gravissima lesione della privacy, un danno alla sua "immagine", una ulteriore violenza da parte dell’azienda che la tratta da criminale invece che comprenderla e solidarizzare con lei.

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