Maledetta pedofilia

http://www.youtube.com/watch?v=4BcXu7e7hgA

Vi avevo già detto che mi piace Caparezza vero? Questo è il video della canzone contenuta nell’album "Le dimensioni del mio caos": Io diventerò qualcuno.

In un piccolo video è sintetizzata la abitudine televisiva e "culturale" dell’ultimo trentennio italiano. La stessa cosa potete vederla in un eccezionale film, Little Miss Sunshine [Guarda un assaggio], che in una maniera fantastica mette a confronto le oscenità di un mondo perverso [Quello dei concorsi: Guarda] che strumentalizza le bambine per farle diventare appetibili ai pedofili e che allo stesso tempo impiega scandalizzato tutta la sua ipocrisia quando il contesto o le persone smascherano e rendono esplicita quell’operazione. Se non l’avete visto vi consiglio di vederlo, ne varrà la pena.

Il video di caparezza chiarisce nel suo piccolo, dicevo, una realtà innegabile. Viviamo in tempo di assoluta ipocrisia. Me ne rendo conto ogni momento di più mentre approfondisco e studio e leggo di questa cosa atroce che è la pedofilia e mi interessa delinearne contorni, codipendenze, complicità. Spinta soprattutto da una amica di rete mi sono messa a cercare e capire per poter meglio raccontare, ad approfondire ancora di più e a chiedermi come sia possibile una schizofrenia sociale che da un lato promuove la pedofilia coccolando i voyeur di "ninfette" e dall’altro spinge il pedale della repressione indiscriminatamente per colpire una serie di persone che secondo la legge approvata nel 2006 dal governo berlusconi (ddl di iniziativa del ministero alle pari opportunità all’epoca della prestigiacomo) si scambiano foto che vengono marchiate con il timbro della pedopornografia anche se appartengono ad una ragazza di 17 anni e se il destinatario ne ha 17 e mezzo.

Un disastro (privo di buon senso) che all’epoca provarono a bloccare le parlamentari dei ds con un risultato pessimo perchè si urlò allo scandalo e le parlamentari furono zittite e additate quasi come complici dei mostri. Per la cronaca, le onorevoli dei ds non è che siano eccezionalmente preparate in termini di rispetto della privacy su internet, ma memori di una lunga discussione che aveva riguardato anche l’iter dell’approvazione della legge contro la violenza sessuale del 1996 hanno provato a difendere il principio secondo cui non si può invadere la sfera delle relazioni private quando vengono gestite in una dimensione paritaria e consensuale. Quindi provarono a dire che se le foto le mandava la tredicenne all’amico che stava in una età che non andava oltre i tre anni più di lei poteva anche andar bene. Così come provarono a dire che quantomeno doveva valere il principio di consensualità stabilito dalla legge in termini di rapporti sessuali che vale sin dall’età di 16 anni.

Non ci fu nulla da fare. La legge è passata per come la vedete e con quella si istituì quell’enorme carrozzone che è il centro contro la pedopornografia online che fino ad ora dichiara di aver effettuato qualcosa come oltre 4000 perquisizioni e rispettivi arresti per poi mandare in carcere qualche centinaio di produttori di materiale pedopornografico. In ogni caso passa il principio per cui il fruitore viene messo sullo stesso piano del produttore. Viene criminalizzato lo sharing perchè attraverso quello c’e’ uno scambio di materiale che alimenterebbe una domanda e istigherebbe alla pedofilia anche quelli che materialmente non la praticavano. Sono stati oscurati, chiusi centinaia di siti. Tutto dichiarato in una puntata di exit a la7 che potete guardare sul loro sito.

Insomma il centro contro la pedopornografia online con buona pace della legge già in vigore e di tutti gli strumenti di intercettazione telematica dei quali dispone, comunque voi la pensiate, esiste e può operare. L’intercettazione consiste nella individuazione dell’indirizzo ip, il luogo cioè dal quale ciascuno di noi si connette, con indirizzo, numero telefonico e tutto quello che serve per individuare chi chatta per adescare un bambino o scarica un video pedopornografico. L’anonimato dunque, checchè ne dica la carlucci, non esiste perchè siti e chat frequentati da questa gente per dichiarazione della stessa cyber-polizia sono tutti monitorati e strettamente sorvegliati.

Arriviamo ai giorni nostri con il ddl carlucci, solo l’ultimo in ordine di tempo che vuole imbrigliare la rete. Lei vorrebbe rendere l’anonimato vietato per legge. Per anonimato lei intende l’abitudine a segnalarsi con dei nickname. Vorrebbe dunque che tutti attraversassimo la rete con una carta di identità attaccata sulla fronte. Come per ebrei, rom, gay, lesbiche, trans, partigiani, nei campi di concentramento e nei ghetti. Tutti riconoscibili. Tutti con stelle e triangoli ben in vista. Quando camminiamo per strada nessuno fino ad ora – ma potrebbe accadere – ci ha chiesto di stare con nome e cognome stampato sul bavero della giacca. Non siamo in carcere e non si può considerarci tutti potenziali criminali.

La carlucci vuole questo e poi vuole di più, ovvero spiega quali sono i motivi per i quali ci vuole punire se usiamo dei nickname: lei desidera estendere i reati di diffamazione a mezzo stampa (reato penale con reclusione e multa attribuito per querela di parte da chi si è sentito offeso nella sua reputazione. in questo caso non vale a difesa il fatto che si dica una cosa già detta e stradetta – persino dimostrata – in altre fonti perchè varrebbe il principio della reiterazione del danno) a tutta la rete (quindi anche a forum e blog), sicchè sparirebbe in un attimo la montagna di considerazioni che girano via internet e che sono una alternativa vitale rispetto al monopolio degli spazi web dei soliti noti, e vuole tutelare quella categoria economica che ruota attorno ai diritti d’autore ovvero le distribuzioni discografiche e cinematografiche (cosa della quale peraltro si preoccupa già il suo collega barbareschi con apposito ddl in discussione). Non che ce ne sia bisogno dato che le norme antipirateria in italia, con operazioni di polizia congiunta in europa e task force internazionali, si sprecano. Dunque esattamente cosa vuole la carlucci? Accodarsi alla lunga serie di persone che avanzano proposte per limitare la libertà d’opinione? Perchè allora spiega il suo ddl con la lotta contro la pedofilia?

Su un approfondimento della questione cybernetica torneremo comunque in altra occasione. Quello che mi interessa specificare adesso è che in italia ci sono questi due mondi paralleli. Da un lato quello televisivo che presenta ragazzine spavalde che dichiarano fedeltà all’imene fino al matrimonio mentre amiccano sullo schermo per stuzzicare gli appetiti dei maschietti vogliosi e dall’altro una sferzata autoritaria che spacca il paese in due e nasconde tutto sotto un tappeto moralista che promuove decoro, censura, terrorizza e invade la sfera sessuale delle persone attribuendogli un orientamento obbligato, quello eterosessuale, e producendo distorsioni prurigginose che vieterebbero l’uso di contraccettivi (e qui parlo ovviamente di adolescenti consenzienti) perchè secondo la roccella incoraggerebbero "brutte" abitudini sessuali e sarebbero un incentivo all’aborto (?!?!).

Si investe tutto in apparati securitari, come per le ronde in strada ci sono già le cyber-ronde virtuali, che invadono la privacy e normano, censurano, regolano persino i comportamenti di adolescenti consenzienti (per esempio: io a sedici anni, quando i telefonini non c’erano e non c’era internet, la mia foto sexy per il mio boy friend l’ho fatta. fosse stato adesso forse non l’avrei data sapendo che è importante la prevenzione, l’informazione e l’educazione al rispetto e che avrebbe potuto metterla online. in ogni caso però l’avrebbero arrestato). Si spendono soldi in quelle direzioni e sarei curiosa di sapere di che cifre parliamo perchè già so che non si spende nulla invece in direzione della prevenzione, di una buona educazione sessuale nelle scuole, santa gelmini sverrebbe alla sola idea, e di una buona alfabetizzazione informatica per tutt*, genitori inclusi che vengono continuamente terrorizzati e responsabilizzati in malo modo senza che essi abbiano gli strumenti per capire e saper fare qualcosa per salvaguardare la salute psicofisica dei propri figli. Tutto per convincerli ad affidare la loro sicurezza e quella dei loro figli alla polizia, alle ronde, all’esercito, a chiunque.

Lasciare che un popolo sia ignorante e terrorizzarlo sul pericolo del tuono e dei lampi è il modo migliore per dominarlo derubandolo delle sue risorse.

Per la cronaca, si sappia: qui i pedofili ci fanno parecchio schifo, tutti. Non ci sono simpatici gli stupratori, quelli che guardano video e immagini pedopornografiche etc etc. Il punto è: si vuole davvero lottare contro questa cosa fetente oppure giochiamo a guardie e ladri mentre bambini e bambine continuano ad essere violentati in casa?

Che poi, lo sapete: i bambini e le bambine vengono soprattutto, nella stragramaggioranza dei casi, molestati e violentati da parenti, amici, conoscenti, persone che sanno dove trovarli, che ci stanno assieme e che non hanno bisogno di guardare foto ne’ di chattare prima di stuprarli.

Come per la storia degli stupri fuori casa con notizie esasperate per dar vita ad un decreto acchiappa rom, razzista e xenofobo che legittima la militarizzazione delle città mentre gli stupri e le violenze dentro casa, la maggioranza, restano senza risposta culturale, sociale e politica. In quel caso persino la iervolino ha riconosciuto che l’educazione sessuale è preferibile alle ronde. La stessa cosa dice Save the children con il suo progetto Stop-it di prevenzione anti-pedofilia.

Siamo sullo stesso piano e in più c’e’ la responsabilità grave di chi strumentalizza questa cosa terribile che accade ai bambini e alle bambine perattuare altri disegni repressivi e di controllo.

Negli altri paesi europei si fa qualcosa di diverso, nel senso che si preferisce altro alla repressione: l’educazione sessuale nelle scuole è pratica antica, sin dal 1955 in svezia, più recente (dagli anni ’70) in inghilterra e poi a seguire spagna, germania, francia dove si può trovare persino la sala giochi del sesso interattivozizi sexuel (pisellino), olanda, etc etc. In italia vi fu una lunga discussione su un disegno di legge trascinato per anni sin dal 1975 senza tuttavia arrivare a nulla. L’impedimento maggiore, indovinate un po’?, veniva da gruppi e associazioni cattoliche che commentando il ddl così dicevano: "il testo in questione è sostanzialmente contrario alla morale cattolica e al diritto naturale; se fosse approvato, contribuirebbe ad accelerare il processo di corruzione della gioventù e di scristianizzazione della società italiana, mediante un insegnamento scolastico pervertitore dei costumi". Attualmente in rete gira una petizione onlineper proporre l’introduzione della materia di educazione sessuale nelle scuole.

Di alfabetizzazione informatica nelle scuole e per gli adulti, con accessibilità alla rete sganciata dal business della telefonia, neppure a parlarne (anche sel’indicazione che viene dall’europa è chiarissima e persino in corea puntano sulla netiquette per bambini e genitori piuttosto che sulla repressione). I genitori in italia li preferiscono ignoranti e spaventati. Più sono spaventati, come dicevamo, più danno volentieri una percentuale delle loro tasse per pagare servizi di cyber-polizia.

Di questi giorni è la notizia di una iniziativa di alcune scuole inglesi che distribuiscono gratis la pillola del giorno dopo nelle scuole secondarie, alle adolescenti giovanissime per prevenire le gravidanze indesiderate e gli aborti che in quella fascia d’età stanno aumentando parecchio. A Manchester nelle scuole si distribuiscono preservativi gratis. In tivvu’ – con sommo dispiacere del vaticano – stanno per iniziare una campagna di informazione per prevenire gli aborti. Tutte cose che dalle nostre parti possiamo sognarci. A noi resta Caparezza. Per il resto c’e’ quasi il deserto culturale. Gli intellettuali e le intellettualesse del nostro paese che fanno? Dove stanno? Come si fa a nicchiare mentre l’autoritarismo continua a marchiarci a fuoco? 

Arrivederci nei ghetti per noi allergici/che alle derive autoritarie. Tanto aiGirolimoni ci pensa Lui

da femminismo a sud 


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