Europa e internet: privacy e libertà d’espressione sono un diritto

http://www.punto-informatico.it/punto/20071205/pp.jpgL’accesso a internet e la tutela della privacy è un diritto. Lo dice la Raccomandazione sulle libertà fondamentali su internet approvata dal Parlamento Europeo mentre altrove c’e’ chi (telecom package) progetta la fine della Rete Aperta (ovvero si preparano in regime di monopolio a farci vedere solo porzioni di internet, pacchetti diversificati come per i canali satellitari).

La francia proponeva di disconnettere le linee degli utenti che violavano i diritti d’autore (anche in quel caso è stata usata la carta della lotta contro la pedofilia per rafforzare il controllo su internet), dall’italia venivano segnali strani (vedi d’alia, carlucci, etc). L’europa risponde dicendo che la lotta per la sicurezza contro il terrorismo, contro la pedofilia è ok (ci sarebbe da parlarne, esplicitando la contraddizione e approfondirenel senso che spesso questi due motivi sono usati spesso dai governi per violare la privacy e per sopprimere dissenso e libertà d’opinione. ultimo caso a Dresda), che il fatto che la tecnologia consenta oggi di monitorare l’attività su internet di tutti i cittadini non significa che si debba fare (per il rispetto della privacy) e che l’anonimato (ovvero la scelta di non camminare via web con un numeretto da schedatura nazista stampato sul braccio) resta un diritto. A proposito di blog dice che non si dovrebbero toccare perchè sono un fondamentale strumento che consente una rapida alfabetizzazione digitale. Dice poi che la libertà d’espressione va tutelata a tutti i livelli, che mai dovrà essere utilizzato un potere dello stato per limitare la libertà d’opinione.

La notizia è segnalata dal Corriere e l’intera Raccomandazione potete trovarla QUI. Vi riporto solo alcuni passaggi di obiettivi fissati dalla Raccomandazione validi per tutti gli stati della comunità europea tra i quali troviamo quello di istituire un altro reato (grooming=adescamento dei bambini online) e allo stesso tempo altri per la tutela di privacy e anonimato. In italia la situazione al momento sta più o meno come scritto QUI e come spiegato nel rapporto di Reporters senza frontiere a proposito di paesi nei quali si esercita la censura in internet. Da tempo si discute di una carta per i diritti di internet. Ultima discussione italiana a Cagliari. Prossima discussione internazionale nel 2009 in Egitto. Eccovi le parti tratte dalla Raccomandazione.

  • esortare gli Stati membri ad aggiornare la legislazione a tutela dei minori che utilizzano Internet, in particolare introducendo il reato di grooming (adescamento online dei minori a scopo sessuale), come definito nella Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali del 25 ottobre 2007;
  • garantire che l’espressione di convinzioni politiche controverse su Internet non sia perseguita penalmente;
  • garantire che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare il diritto dei giornalisti e dei mezzi di comunicazione di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca;
  • considerare che l’identità digitale" sta sempre più diventando parte integrante di noi stessi e che pertanto merita di essere adeguatamente ed efficacemente protetta da intrusioni di operatori pubblici e privati, per cui il particolare insieme di dati organicamente collegati all”identità digitale" di un individuo andrebbe definito e protetto e ogni suo elemento considerato come un diritto personale inalienabile, di natura non economica e non negoziabile; tenere adeguatamente conto dell’importanza per la vita privata dell’anonimato, degli pseudonimi e del controllo dei flussi di informazioni nonché del fatto che gli utenti dovrebbero poter disporre, dei mezzi per proteggersi efficacemente, ed essere educati al loro utilizzo, ad esempio attraverso le varie tecnologie per il rafforzamento della tutela della vita privata (PET) disponibili;
  • condannare la censura imposta dai governi al contenuto che può essere ricercato sui siti Internet, soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico;
  • invitare gli Stati membri a garantire che la libertà di espressione non sia soggetta a restrizioni arbitrarie da parte della sfera pubblica e/o privata e ad evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione;

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